Divieto di fumo anche all’esterno delle scuole, riapertura con sorpresa

Giovani a scuola con la sigaretta

Il Governo inizia la lotta al fumo partendo dalle scuole

L’inizio dell’anno scolastico ha registrato una novità per la salute dei nostri figli a scuola. Il Governo ha varato un Decreto legge che tra le varie norme prevede l’estensione del divieto di fumo anche per le aree all’aperto di pertinenza delle scuole. In pratica, fino a qualche giorno fa non si poteva fumare all’interno dell’edificio scolastico, così professori e personale amministrativo erano costretti a trovarsi un angoletto fuori i portoni, negli angoli dei giardini interni, per fumarsi la loro agognata sigaretta. Una scena oltretutto neanche così rara da vedere per coloro che hanno avuto necessità di frequentare le scuole oltre gli orari canonici di ingresso e d’uscita degli studenti. Ora, invece, la sigaretta non potranno fumarsela neanche in giardino.

Un divieto da spiegare

Questa norma è stata voluta dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, la quale ha spiegato che «con il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza abbiamo concordato una serie di misure sulla lotta al tabagismo che anticipano quanto previsto nel ddl che abbiamo presentato prima dell’estate inserendole in questo decreto legge». Infatti, il divieto di fumo così disciplinato è stato inserito nel Disegno di Legge “Lorenzin” approvato a fine luglio dal Consiglio dei Ministri. L’inserimento nel recente Decreto Legge è stato deciso per consentire la sua entrata in vigore in concomitanza con l’inizio delle scuole. «Questa è la prima di una serie di misure tipo interministeriale che stiamo studiando proprio per fare sempre di più della scuola anche un luogo di prevenzione. E di questo ringrazio i ministri che ci stanno aiutando», ha concluso il ministro Lorenzin.

Il ruolo dei Dirigenti scolastici e non solo

Che succede ora? Sarà cura dei Dirigenti scolastici emanare le opportune circolari per avvisare il personale docente e non docente, far predisporre l’idonea cartellonistica con gli avvisi anche per il “pubblico”. Ma soprattutto dovranno, insieme ai Dirigenti dei Servizi generali e Amministrativi (Dsga), far rispettare il divieto, che significa pretendere un comportamento all’altezza dell’istituzione pubblica cui affidiamo i nostri figli. Certo, potrà esserci anche qualcuno che non vorrà piegarsi a questa norma vantando un suo diritto a fumare valido quanto quello del non fumatore a non voler neanche sentire da lontano l’odore di sigaretta. Sarà una bella battaglia. L’ideale è che anche i genitori si adoperino per “sorvegliare” l’applicazione del divieto ed eventualmente pretenderne l’applicazione. Senza deroghe. Rimane il principio basilare: è vero che i nostri figli frequentando il mondo vedranno persone che fumano ma è anche vero che i comportamenti diseducativi non devono vederli a scuola.

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